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SPRING (Sustainable Program for Irrigation and Groundwater Use)

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Le aziende operanti secondo lo standard GlobalG.A.P. e che vogliano certificare anche il proprio impegno per la gestione sostenibile della risorsa idrica, possono decidere di farlo aderendo al programma SPRING.
Tutti i produttori coinvolti sono tenuti ad eseguire una valutazione dei rischi idrici e quindi degli impatti delle fonti idriche, della captazione, della distribuzione e dell’uso dell’acqua. Tale valutazione dovrà necessariamente tenere conto della legislazione attuale, dell’origine delle fonti idriche, del sistema di irrigazione e distribuzione, della tipologia di suolo (permeabilità, capacità di ritenzione, erodibilità, ecc.), delle fonti di inquinamento
e/o contaminazione.

Tutti i rischi devono essere da guida per una corretta gestione delle risorse naturali, ivi compresa quella idrica. I produttori dovranno essere affiancati da tecnici, per comprendere ed elaborare insieme strategie basate su analisi di carte pedologiche, dati pluviometrici, carte climatiche, carte idrogeologiche.

Scopi e obiettivi

Sulla base della valutazione dei rischi idrici la direzione aziendale deve definire e porsi obiettivi e procedure per rendere le proprie attività produttive compatibili con l’uso sostenibile e appropriato della risorsa idrica, nonché con la salvaguardia e tutela dell’ambiente naturale circostante.
Diviene altamente prioritario salvaguardare il benessere collettivo attuando metodi e processi in perfetta armonia con il rispetto dei beni pubblici, rendendosi artefici del miglioramento in termini di salvaguardia della biodiversità, del paesaggio, della salubrità degli ambienti e del benessere in senso lato.
Metodi di coltivazione e produzione incondizionati porterebbero infatti a pericoli di varia natura che potrebbero manifestarsi con effetti, talvolta irreversibili, sulla collettività e sulle prossime generazioni. Per questo motivo si ritiene auspicabile porre maggiore attenzione al modo di operare, imponendo di non farlo senza considerare le conseguenze, seppur inconsapevoli, del proprio operato: dissesto idrogeologico, inquinamento delle acque, mancata tutela della biodiversità, noncuranza della fauna e della flora autoctona, deterioramento del paesaggio.
Rimane dovere etico e morale dei tecnici e dei produttori porre l’attenzione sull’individuazione di tutte le attività effettuate e che potrebbero determinare un
impatto ambientale, definendo un proprio livello di impronta ecologica sulla base di controlli interni.
Sono fortemente convinto che l’incremento della redditività aziendale può coesistere in piena sinergia con il proprio impegno per la diminuzione degli impatti e questo può realizzarsi solo con una maggiore consapevolezza del proprio modo di operare e con il giusto affiancamento tecnico.
L’Ufficio Tecnico della Soc. Coop. Agr. La Strada dei si è dotato nel 2020 di n. 12 stazioni meteo con possibilità di collegamento a sensori di rilevamento dell’umidità del suolo di tipo resistivo. La Soc. Coop. ha inoltre stipulato un accordo quadro di collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università degli Studi di Firenze e con il laboratorio AgricoLab del PIN, Servizi Didattici e Scientifici per l’Università di Firenze avente come oggetto l’impegno reciproco a collaborare in iniziative e progetti nell’ambito delle produzioni orticole con particolare attenzione al settore ambientale e alla valutazione di gestione agronomica volta a ridurre gli impatti dell’attività produttiva e ad aumentare il livello di sostenibilità. Nello specifico verranno analizzati i dati meteorologici e di umidità del suolo restituiti dalla sensoristica aziendale per elevare il livello di efficienza dei metodi irrigui e della sostenibilità entro il 2023.

Trattamenti fitosanitari

Particolare attenzione va posta in fase di applicazione dei prodotti fitosanitari, per i quali è fatto divieto di utilizzo oltre i confini dei propri appezzamenti e nelle immediate vicinanze dei corsi d’acqua.

Una corretta gestione e manipolazione dei prodotti fitosanitari è indispensabile per evitare problemi di deriva e ruscellamento, che determinerebbero contaminazione degli ecosistemi. L’operatore deve sempre avere attenzione nel tipo di paesaggio che lo circonda, ponendo attenzione all’individuazione dei corsi d’acqua, all’eventuale presenza di siepi alberate e di arbusti lungo l’argine. Questo tipo di situazione determina un fondamentale effetto tampone che fa da “scudo” ai fenomeni di contaminazione per flusso sotterraneo e Run Off (ruscellamento).

Luigi Villani
Luigi Villani
Responsabile Qualità e Area Tecnica presso Soc. Agr. Top Melon S.r.l.
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Giugno 1995, ci troviamo in Umbria e più precisamente a Todi. La famiglia Spinetti, pianta il seme che darà vita ad una delle più accreditate aziende agricole italiane del secolo.

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