Strategie di lotta integrata: insetti utili e microrganismi per abbattimento della chimica

un ape in un fiore

Già da diversi anni, la sfida più importante che l’agricoltura mondiale affronta e dovrà continuare ad affrontare, è sicuramente quella di produrre di più per sfamare un mondo in continua crescita riducendo, al tempo stesso, il proprio impatto sull’ambiente.
I mezzi per farlo sono diversi, tra questi, per i vantaggi che offre e che esamineremo di seguito, si colloca perfettamente l’agricoltura integrata.
Considerata da molti esperti uno dei metodi di coltivazione più evoluti, l’agricoltura integrata, può essere considerata come un sistema produttivo che permette di trovare il giusto compromesso tra le esigenze commerciali e distributive (abbondanza e regolarità delle forniture), senza però venir meno alla salvaguardia della salute dell’ambiente e del consumatore, oltre che alla giusta remunerazione per il produttore.
Questo è possibile grazie all’utilizzo combinato di diverse pratiche agronomiche e mezzi a disposizione degli agricoltori che, integrati tra loro, danno vita a un processo produttivo virtuoso e meno aggressivo in termini di impronta ecologica.

Quali sono le principali caratteristiche dell’agricoltura integrata?

Il quadro normativo
A livello europeo, la produzione integrata, è regolamentata dalla direttiva 2009/128/CE, recepita a livello nazionale dal decreto legislativo del 14 agosto 2012, n. 150 che ha istituito il cosiddetto “Piano di Azione Nazionale per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari” al quale l’agricoltura integrata fa riferimento.
L’obiettivo del PAN è quello di fornire agli agricoltori le opportune indicazioni per il corretto utilizzo dei mezzi alternativi a quelli chimici con l’obiettivo quindi di ridurre l’impatto dei prodotti fitosanitari nelle aree agricole ed extra agricole.
La difesa integrata dunque non vieta l’uso di prodotti fitosanitari ma, tra quelli disponibili in commercio, sono da preferire quelli che presentano il minor rischio per la salute umana e per l’ambiente circostante.

Modalità operative
È innanzitutto doveroso sottolineare che il regime integrato, può essere considerato come l’anello di congiunzione tra agricoltura convenzionale e biologica in quanto, il ricorso a mezzi di biocontrollo come antagonisti naturali dei parassiti o tecniche agronomiche che ostacolano in modo naturale lo sviluppo di infestanti (sarchiature, fresature interfila o pacciamature), quando possibile, è sempre da preferire rispetto al mezzo chimico.
Inoltre, i trattamenti fitosanitari eseguiti in regime integrato, sono sempre supportati dal monitoraggio in campo necessario a rilevare l’effettiva presenza di patologie o insetti dannosi e della relativa concentrazione; oltre che dalla consultazione, quando disponibili, di modelli previsionali, bollettini fitosanitari o DSS (sistemi di supporto alle decisioni).

Dal punto di vista nutritivo, anche le fertilizzazioni sono calibrate e basate su piani di concimazione elaborati in base a quanto emerge dalle analisi del terreno integrate con i dati relativi alla storicità aziendale riferiti a tale operazione.
Naturalmente, tutto deve essere supportato da attente valutazioni condotte prima dell’esecuzione dell’intervento in modo tale da operare in epoche di distribuzione ottimali affinché lo stesso abbia una maggiore efficacia evitando dispersioni o effetti non desiderati.

Noi di Top Melon produciamo i nostri prodotti ortofrutticoli applicando in maniera scrupolosa ed attenta le linee guida della difesa integrata.

Immagine di Pasquale Diurno

Pasquale Diurno

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