Come gestire la risorsa idrica? Misura necessaria nell’agricoltura

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Tutela della risorsa idrica

Negli ultimi decenni si è parlato tanto di cambiamenti climatici. Lo si è fatto ma come qualcosa di non completamente tangibile: sappiamo che ci sono, conosciamo o ipotizziamo i possibili effetti che però non sono completamente visibili nel quotidiano. Oggi non è più così!
Senza andare eccessivamente indietro nel tempo, basta soffermarci ad analizzare l’ultima annata agraria dove la drammatica carenza di acqua in agricoltura si è manifestata con importati fenomeni siccitosi.
L’utilizzo dell’acqua in agricoltura, come mezzo tecnico, pone problematiche ben più gravi rispetto agli altri fattori produttivi sia perché, in quanto risorsa naturale, non è producibile industrialmente; sia per la sua caratteristica di essere escludibile nel consumo. Questo fa sì che si generi una forte competizione con altri usi (civili, industriali, potabili e ricreativi).
È di facile intuizione quindi che, oggi più che mai, l’utilizzo dell’acqua ai fini irrigui deve essere sempre più razionale e mirare a una gestione che sia in grado di preservare la risorsa stessa. In altre parole, pratiche agronomiche, scelte colturali, tempi e modalità operative dovranno sempre di più concorrere a salvaguardare e controllare questa risorsa, soprattutto laddove i fenomeni erosivi e di carenza sono consistenti, proprio come accade nel nostro Paese.

Come gestire la risorsa idrica?

Aumentare l’efficienza irrigua, mediante una attenta gestione, è una misura necessaria per una produzione agricola costante e sostenibile, sia dal punto di vista economico ma soprattutto da quello ambientale.
La gestione dell’acqua è una sfida assai complessa in quanto è determinata da diversi fattori: forti mutamenti climatici, popolazione in costante aumento, così come gli sprechi alimentari.
La migliore gestione dell’acqua dunque, non può e non deve essere solo una priorità del settore agricolo, ma necessariamente tutti (altri attori della filiera, consumatori e settori coinvolti) devono fare la loro parte per il raggiungimento di tale obiettivo.
Un ruolo decisivo sicuramente lo svolgono i consumatori. Un’attenta gestione dell’acqua in agricoltura non può prescindere dalla trasparenza del suo impiego nel processo produttivo; la scelta dei prodotti da consumare deve essere strettamente correlata alla quantità d’acqua consumata per generarli. Questo perché certi prodotti agricoli richiedono maggiori quantità di acqua per essere ottenuti rispetto ad altri e su questo, la consapevolezza a livello di opinione pubblica è bene che aumenti e si diffonda considerevolmente, per poi generare comportamenti e scelte più consapevoli, attenti e sostenibili.

Un ruolo sicuramente importante è quello svolto delle aziende agricole che, anche attraverso programmi di etichettatura idrica e certificazione, che prevedono la contabilizzazione dell’acqua utilizzata nel proprio processo produttivo, possono facilitare l’aumento della consapevolezza del consumatore sulla quantità di acqua impiegata per un dato prodotto agroalimentare e dunque veicolare le proprie scelte. Soltanto in questo modo verranno valorizzati inevitabilmente i processi produttivi più “virtuosi”, evidenziando la loro sostenibilità. Questo è strategico non solo per le politiche ambientali, ma anche per quelle commerciali, dal momento che il consumatore è sempre più disposto a riconoscere questo sforzo, acquistando un prodotto che tuteli e rispetti l’impiego della risorsa idrica.
Tuttavia, questo impegno da solo non è sufficiente e non può prescindere dalla tecnologia a disposizione ed in particolare dalle tecniche di agricoltura di precisione, diventate ormai insostituibili, in quanto ci permettono di distribuire in maniera efficiente l’acqua in campo, sia in termini di spazio sia in termini temporali.
Oggi si presentano sfide importanti, considerate le consistenti minacce e conflittualità dovute sia a fenomeni ambientali, come la scarsità idrica causata in particolare dalla mancanza di precipitazioni, sia alla complessa gestione dell’acqua tra diversi utilizzi (civile, industriale, agricolo), che ne determinano la disponibilità per le colture in campo.

Noi di Top Melon

L’Umbria è un territorio ancora ricco di questa risorsa primaria; esserne consapevoli e preservarla è un dovere verso l’umanità intera.
Seppur viviamo e operiamo in zone idricamente rigogliose, è fondamentale, per tutti, capire che il prosciugamento di un corso d’acqua, l’abbassamento di una falda, l’inquinamento di un pozzo rurale sono eventi ormai insopportabili per un ambiente già stressato da innumerevoli attacchi quotidiani.
Il danno è verso una risorsa che sta sempre maggiormente mostrando i propri limiti; l’acqua è un bene primario che va preservato, non solo per responsabile economia, ma anche per necessità. Noi di Top Melon questa cosa l’abbiamo capita e cerchiamo di fare la nostra parte adottando tutte le migliori soluzioni di coltivazione/irrgazione. Sia in pieno campo che in serra, le nostre orticole vengono irrigate attraverso la tecnica della microirrigazione a goccia, riuscendo a localizzare l’acqua erogata vicino alla pianta, bagnando soltanto una piccola porzione di terreno, distribuendo in questo modo piccoli volumi d’acqua. Si capisce bene dunque che, rispetto al metodo per scorrimento, l’uniformità e l’efficienza irrigua sono nettamente maggiori consentendo il raggiungimento di un razionale impiego dell’acqua.
Questo perché, la localizzazione dell’acqua con l’irrigazione a goccia permette:
• di non bagnare tutta la superficie del terreno. In questo modo è possibile ridurre fortemente le perdite d’acqua per evaporazione dal suolo e lo sviluppo delle malerbe;
• di non bagnare la superficie delle foglie e quindi ridurre l’evaporazione dell’acqua di bagnatura fogliare oltre al fatto di contrastare la formazione di un ambiente umido, idoneo allo sviluppo di diverse malattie fungine;
• di annullare o ridurre il negativo effetto del vento sulle perdite d’acqua per dispersione atmosferica e sull’uniformità di bagnatura;
• la possibilità del transito delle macchine motrici nel campo per le operazioni colturali anche durante o subito dopo l’irrigazione;
In questo ci aiuta anche l’impiego di teli pacciamanti che impediscono all’acqua di evaporare sotto l’effetto dei raggi solari o del vento; oltre che all’impiego di una serie di sistemi di supporto alle decisioni (stazioni meteo e sensori), di cui parleremo in un prossimo articolo.

 

Immagine di Pasquale Diurno

Pasquale Diurno

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