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Come vengono gestiti i rifiuti nelle aziende agricole?

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Come vengono gestiti i rifiuti nelle aziende agricole?

Lo scopo dei consulenti, dei tecnici e dei produttori associati alla Top Melon, di tutti i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nelle attività produttive, è da sempre quello di agire in cooperazione impegnandosi in obiettivi sostenibili delle proprie azioni con lo scopo di una maggior e miglior pianificazione delle azioni produttive volte a ridurre la produzione di rifiuti e ad aumentare la quota di rifiuti riciclabili negli anni.

L’operatività di un’azienda agricola, come tutte le aziende, necessità di utilizzo e quindi di consumo risorse, determinando al contempo produzione di rifiuti. I rifiuti possiamo di fatto definirli come quelle risorse, non più utilizzabili o riutilizzabili.

I rifiuti delle attività agricole sono definiti speciali e si distinguono in pericolosi o non pericolosi. Ogni rifiuto ha un codice identificativo e quelli pericolosi sono contraddistinti anche con un asterisco (D.Lgs. 152/06). Tali codici sono importantissimi affinché vi sia una corretta gestione da parte degli incaricati allo smaltimento.
Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie espressamente stabilite dal legislatore rientra nell’ambito di applicazione delle direttive nazionali e comunitarie, ossia qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore (produttore agricolo):

  • si disfi
  • abbia deciso di disfarsi
  • abbia l’obbligo di disfarsi.

 

Quale ruolo giocano le corrette azioni?

Il dovere morale, più che obbligo e rispetto della legge, comporta che i rifiuti vengano opportunamente individuati, idoneamente raggruppati e suddivisi per categorie omogenee all’interno di un’area opportunamente individuata nell’azienda agricola, con modalità tali da impedirne la dispersione, l’inquinamento del suolo e delle acque, inconvenienti che possano compromettere la sicurezza igienico-sanitaria in genere, nonché danni a cose o persone.
I rifiuti di diversa tipologia non devono essere miscelati tra loro né i rifiuti pericolosi possono essere miscelati con i rifiuti non pericolosi.

Il deposito temporaneo deve essere realizzato nei luoghi in cui vengono prodotti i rifiuti e può essere costituito da un magazzino o una tettoia con pavimento impermeabilizzato e coperto, o comunque in una “zona dedicata”, ben delimitata e non accessibile ai non addetti ai lavori.

Il documento da utilizzarsi durante la fase di trasporto dei rifiuti si chiama Formulario. Su questo documento sono indicati i soggetti coinvolti, le quantità, la tipologia di rifiuto e la tempistica. Il legislatore comunitario e, di riflesso, quello nazionale e regionale sulle politiche di gestione dei rifiuti adotta un principio con criteri di gerarchia e priorità: innanzitutto prevenzione, onde puntare alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti prodotti. Quindi massimizzazione del recupero di materia e di energia dai rifiuti (laddove possibile). Infine limitazione del ricorso allo smaltimento, visto come la fase residuale del ciclo di gestione dei rifiuti.

Tutte le operazioni di recupero e di smaltimento devono essere effettuate affinché non si creino rischi per la salute pubblica e soprattutto non si arrechi danno all’ambiente circostante. La problematica più importante relativa alla gestione dei rifiuti è di evitare il trasferimento degli impatti ad essi correlati ad altre matrici ambientali e, nello stesso tempo, di impedire che gli effetti negativi delle attività di gestione si protraggano nel tempo con inevitabili danni per le generazioni future.

 

Luigi Villani
Luigi Villani
Responsabile Qualità e Area Tecnica presso Soc. Agr. Top Melon S.r.l.
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Giugno 1995, ci troviamo in Umbria e più precisamente a Todi. La famiglia Spinetti, pianta il seme che darà vita ad una delle più accreditate aziende agricole italiane del secolo.

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